Cosa significa diventare imprenditore
Appunti da un seminario del 2012 a Bari su rischio, esecuzione, feedback e capacità di riconoscere i propri punti deboli.
Ieri ho seguito a Bari il primo seminario di Follow-App, intitolato Cosa vuol dire diventare imprenditore. Ne sono rimasto entusiasta: alcune frasi e alcuni consigli mi sono rimasti impressi e ho deciso di raccoglierli qui.
«Il rischio più grande è non correre alcun rischio»
I mercati continuano a evolversi. Se restiamo fermi e rifiutiamo ogni incertezza, rischiamo comunque di essere superati. Meglio prendere una decisione e imparare da un eventuale fallimento che aspettare che siano i concorrenti a scegliere per noi.
«Done is better than perfect»
La perfezione è un traguardo impossibile. Anche un progetto eccellente può essere migliorato, quindi un’idea imperfetta non è un motivo per restare fermi. Mettila in pratica, impara dalla realtà e modellala nel tempo.
La filosofia di Facebook: «The Hacker Way»
Quando un team ha diverse idee per una funzionalità, discuterne non basta sempre a capire quale funzioni meglio. Un piccolo prototipo per ogni opzione trasforma le opinioni in risultati osservabili e aiuta a scegliere quale soluzione portare avanti.
Validare la propria idea attraverso più fonti
Condividere un’idea è uno dei modi migliori per scoprirne sia i punti di forza sia le debolezze. Le critiche vanno considerate come informazioni utili, non come un motivo per arrendersi. Una critica sincera è consulenza gratuita; un falso complimento ci insegna molto poco.
Scambiarsi le pagelle nel team
Un modo per migliorare è chiedere a ogni membro del gruppo, fondatore compreso, di descrivere i punti di forza e le debolezze che vede negli altri. Emergono così aspetti che da soli potremmo non notare e diventa più facile esprimere un feedback costruttivo che, in una conversazione normale, rischierebbe di rimanere implicito.
Un imprenditore scrive le proprie pagine di successo, ma il primo passo per migliorare se stessi è essere consapevoli dei propri difetti.