Cosa significa diventare imprenditore
Appunti da un seminario del 2012 a Bari su rischio, esecuzione, feedback e capacità di riconoscere i propri punti deboli.
Ieri ho partecipato a Bari al primo seminario Follow-App, intitolato Cosa significa diventare imprenditore. Diverse idee mi sono rimaste impresse, così ho raccolto quelle che ho trovato più utili.
Il rischio più grande è non correre rischi
I mercati continuano a evolversi. Se restiamo fermi e rifiutiamo ogni incertezza, rischiamo comunque di essere superati. Meglio prendere una decisione e imparare da un eventuale fallimento che aspettare che siano i concorrenti a scegliere per noi.
Fatto è meglio che perfetto
La perfezione è un traguardo impossibile. Anche un progetto eccellente può essere migliorato, quindi un’idea imperfetta non è un motivo per restare fermi. Mettila in pratica, impara dalla realtà e modellala nel tempo.
Creare prototipi invece di discutere
Quando un team ha diverse idee per una funzionalità, discuterne non basta sempre a capire quale funzioni meglio. Un piccolo prototipo per ogni opzione trasforma le opinioni in risultati osservabili e aiuta a scegliere quale soluzione portare avanti.
Confrontare un’idea da più punti di vista
Condividere un’idea è uno dei modi migliori per scoprirne sia i punti di forza sia le debolezze. Le critiche vanno considerate come informazioni utili, non come un motivo per arrendersi. Una critica sincera è consulenza gratuita; un falso complimento ci insegna molto poco.
Scambiarsi le pagelle nel team
Un modo per migliorare è chiedere a ogni membro del gruppo, fondatore compreso, di descrivere i punti di forza e le debolezze che vede negli altri. Emergono così aspetti che da soli potremmo non notare e diventa più facile esprimere un feedback costruttivo che, in una conversazione normale, rischierebbe di rimanere implicito.
Un imprenditore scrive le proprie pagine di successo, ma il primo passo per migliorare è saper riconoscere i propri difetti.